“... Nel silenzio delle vette,
Egli si manifesta dall'alto ... ”
28 Luglio 2006
Fotografie partenza di Benedetto XVI
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26 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Les Combes
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24 Luglio 2006
Fotografie celebrazione Vespri Aosta
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19 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Romano Canavese
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13 Luglio 2006
Fotografie dell'arrivo di Benedetto XVI a Les Combes
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03/08/2009
13 luglio 2009
Benedetto XVI comincia le vacanze in Val d'Aosta
14 luglio 2009
Afghanistan, Papa: prego per la vittima dell'attentato
15 luglio 2009
Introd, il Papa mangia prodotti coltivati dai disabili
16 luglio 2009
"La sicurezza deve essere umanizzata dalla solidarietà"
17 luglio 2009
Aosta, il Papa cade nel suo chalet e si rompe un polso
Aosta, il Papa lascia l'ospedale e rientra a Les Combes
Il Papa è rientrato a Les Combes. Sta bene
18 luglio 2009
Il Papa a Les Combes con il gesso. Nessun problema
19 luglio 2009
Il Papa ai poveri e ai disoccupati: "Non scoraggiatevi"
20 luglio 2009
Valle d'Aosta, prosegue serenamente la vacanza del Papa
21 luglio 2009
Tour de France in Valle d'Aosta, il saluto del Papa
22 luglio 2009
Aosta, migliorano le condizioni di Papa Ratzinger
23 luglio 2009
Val D'Aosta, a Les Combes il Papa incontra i bambini
24 luglio 2009
Il Papa ai fedeli: buone vacanze ma senza incidenti
25 luglio 2009
Il Papa in Valle D'Aosta fra vacanze e convalescenza
26 luglio 2009
Papa, nonni depositari dei valori fondamentali
28 luglio 2009
Ultime ore di vacanza per Papa Ratzinger
29 luglio 2009
Les Combes, il Papa saluta e ringrazia lo staff
03/08/2009
31/07/2009
31/07/2009
30/07/2009
di Salvatore Mazza Avvenire
DAL NOSTRO INVIATO A INTROD (AOSTA)
SALVATORE M AZZA
Un po’ malinconico, come sempre lo sono i saluti al la fine di una vacanza. Ma tutti sperano sia solo un arrive derci a tra un anno, in questo « po sto meraviglioso » , come l’ha defi nito il Papa, dove spera anche lui di ritornare, « se Dio vuole » . Forse perché s’è davvero, e finalmente, riposato, anche se « purtroppo il mio angelo custode non ha impe dito l’infortunio » , ha detto tor nando a scherzare sul suo polso ingessato. E ha voluto salutare tut ti, quasi a uno a uno, dai poliziot ti, ai volontari, e pure i giornalisti che lo hanno seguito fin quassù: « Non avete avuto molto da scri vere » , ha detto loro sorridendo, in una breve conversazione con tutti e ciascuno, trovando anche l’oc casione per dire: « Leggo tutti i giorni Avvenire » .
L’arrivederci – come effettiva mente tutti si augurano – a Les Combes è stato lungo e segnato da un affetto e una familiarità, da parte di Benedetto XVI, veramen te palpabili. Nel breve discorso te nuto a braccio, al mattino, conge dandosi dai Salesiani e dalle forze di polizia, militari, protezione ci vile, vigili del fuoco, Ispettorato di pubblica sicurezza presso il Vati cano, Gendarmeria vaticana e ser vizi sanitari vaticani, il Papa ha vo luto ringraziarli per il servizio « competente, discreto ed effi ciente » svolto du rante il suo sog giorno.
« Siete stati – ha detto ai diversi gruppi, raccolti sul prato da dove alle 17 sarebbe decolla to l’elicottero per Torino – come gli angeli che sono in visibili e allo stesso tempo efficienti. Così avete fatto an che voi: eravate invisibili per me, ma sempre efficienti. Purtroppo il mio proprio angelo custode – ha aggiunto scherzando – non ha im pedito il mio infortunio, certa mente per ordini superiori. Forse il Signore voleva insegnarmi più pazienza e più umiltà, per darmi più tempo per la preghiera e la meditazione » .
Tra queste montagne, ha quindi proseguito, « ho vissuto in una pa ce celeste. Nessun disturbo pote va entrare, tante cose buone inve ce potevano entrare, materiali e immateriali, tante torte, formaggi, vini. Ero circondato da un silen zio incredibile, il canto degli uc celli la musica del Creatore era presente. Grazie per tutto questo, vi auguro buone vacanze, e grazie per il vostro impegno. Siate sicuri che la mia preghiera vi accompa gna, siete sempre nelle mie pre ghiere » . Terminato il breve discorso, papa Ratzinger è sceso dal palchetto di legno posto sul confine del parco naturale, al cui interno ha tra scorso questi diciassette giorni di riposo, per salutare i diversi grup pi e posare per le foto ricordo. Ar rivato a quello dei giornalisti e dei fotografi, Benedetto XVI s’è in trattenuto a scambiare qualche battuta. « Quest’anno avete scritto poco» ha detto, e al giornalista che osservava che qualcosa da scrive re c’è sempre, ha ribattuto « si può sempre inventare » .
Poi, ricordando come tre anni fa il suo soggiorno a Les Combes fos se stato turbato dalle notizie del la guerra in Libano, ha detto: «Spe riamo che la pace sia consistente, che cresca, e sia trovata finalmen te » . Quest’anno invece, ha prose guito sorridendo e mostrando il braccio ingessando, « il Signore ha fatto questo. Questo avvenimento è stato sufficiente, non abbiamo avuto bisogno di altro » . « Vi rin grazio per la vostra preoccupazio ne – ha detto nell’andarsene, su bito dopo aver affermato di legge re
Avvenire ogni giorno – il Signo re ci aiuterà » .
Nel pomeriggio, infine, papa Rat zinger ha raccolto il saluto delle autorità e dei suoi vicini di casa, ossia gli abitanti di Les Combes, con i quali s’è scusato per non a ver potuto, quest’anno, « venire a trovarvi » come avrebbe voluto, complice l’incidente che un po’ ha rivoluzionato i suoi piani. Uscen do dal suo chalet, Benedetto XVI ha prima salutato i bambini, che in poesia l’hanno invitato a tor nare tra un anno « perché ci ha riempito il cuore di gioia » . « Se Dio vuole, lo spero – ha risposto il Pa pa –, sì speriamo » . Il Pontefice, ricevuti i saluti dei presidenti della Regione, Augusto Rollandin, del la Giunta Alberto Cerise, del sin daco di Introd Osvaldo Naudin e del vescovo di Aosta Giuseppe Anfossi, s’è intrattenuto con i pre senti scambiando battute e stret te di mano fino al momento di sa lire in elicottero che, puntual mente, s’è levato in volo alle 17 per raggiungere Torino, dove ad at tendere Benedetto XVI c’era il car dinale arcivescovo Severino Po letto.
Da Torino, il Papa è ripartito in ae reo per l’aeroporto di Roma Ciam pino, da dove in auto ha raggiun to direttamente la residenza esti va di Castel Gandolfo, dove « tutti siamo pronti per fare sentire a Be nedetto XVI la nostra grande gioia per averlo nuovamente, anche fi sicamente, vicino per il tempo del le settimane che egli trascorrerà qui » , ha dichiarato al Sir il vesco vo di Albano, Marcello Semeraro.
30/07/2009
(di Domitilla Conte) (ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 29 LUG - Benedetto XVI ha lasciato oggi il suo rifugio montano di Les Combes al termine di un soggiorno di 16 giorni che lo ha visibilmente rasserenato e rilassato, nonostante la caduta che, il 17 luglio scorso, gli ha provocato la frattura del polso, rendendo necessario anche un piccolo intervento chirurgico.
Papa Ratzinger ha voluto lasciare la colonia salesiana con un saluto affettuoso e dolcemente autoironico rivolto in mattinata a forze dell'ordine e autorità locali. E nel pomeriggio, prima di salire sull'elicottero che lo ha condotto a Torino-Caselle destinazione Castel Gandolfo, ha accolto i doni del presidente della Regione Valle d'Aosta e del sindaco di Introd, attardandosi di buon grado con i bambini e la gente del paese.
Saluti, strette di mano, scambi di battute anche con gli sconosciuti che gli chiedevano di tornare anche il prossimo anno. "Lo spero, se Dio vorrà, speriamo". E ha ascoltato intenerito il saluto imparato a memoria dai bambini della scuola materna di Introd, in italiano, francese e patois, il dialetto valdostano, accogliendo i loro doni: un vasetto con una stella alpina e un album di disegni.
Salutando questa mattina i suoi "angeli custodi", circa 500 persone che in questi giorni hanno provveduto a garantirgli sicurezza, comfort e riservatezza, il papa ha scherzato sulla sua caduta: "purtroppo il mio angelo custode non ha impedito il mio infortunio, certamente per ordine superiore. Forse - ha detto Benedetto XVI - il Signore voleva insegnarmi più pazienza e più umiltà e darmi più tempo per la preghiera e per la meditazione". Poi, ha scherzato con i giornalisti: "quest'anno avete avuto poco da scrivere"; quindi, mostrando il braccio ingessato: "questo era un avvenimento sufficiente, non avevamo bisogno di altro". "Ho sentito che vi siete preoccupati", ha detto ancora. Non era necessario, rassicura, "il Signore ci aiuterà". Ricordando il saluto al termine della sua ultima vacanza a Les Combes, tre anni fa, durante la crisi in Libano, ha colto l'occasione per un augurio di pace.
Una pace che lui ha toccato con mano in questi giorni, tanto da definirla "una pace celeste" in cui "nessun disturbo poteva entrare" ma, invece, "tante cose buone, materiali e immateriali". "Un'ottima vacanza - chiosa padre Lombardi - nonostante il piccolo incidente", durante la quale il pontefice sembra aver ritrovato la serenità, dopo un inverno difficile, la crisi dei lefebvriani, le polemiche sul preservativo, vicende che lo hanno certamente addolorato e affaticato.
Sul prato dove già lo aspetta l'elicottero dell'aeronautica, papa Ratzinger sorride e incede con sicurezza tra la folla nonostante il sole battente. Un paio d'ore dopo è già a Castel Gandolfo, dove riprenderà poco a poco le consuete attività: sabato l'udienza ai partecipanti ai Mondiali di nuoto, domenica l'Angelus e, a partire da mercoledì prossimo, le udienze generali. (ANSA).
Fonte: ANSA
29/07/2009
LES COMBES (AOSTA), 29 LUG - Benedetto XVI ha lasciato Les Combes (Aosta) in elicottero dopo un ultimo, breve saluto alla colonia ed alla popolazione dei villaggi vicini.
"Buon rientro", "Santità, ritorni", le frasi pronunciate dalle persone giunte a salutarlo alle quali il pontefice ha risposto: "Lo spero se dio vorrà. Speriamo di sì".
Il papa si era prima congedato con le autorità. Dal presidente della Regione Val d'Aosta, Augusto Rollandin, ha ricevuto in dono una statua in legno di noce raffigurante Sant'Anselmo. Dal sindaco di Introd un'altra statua ispirata a San Lorenzo, patrono di Les Combes.
Il pontefice prima di salire in elicottero, ha anche voluto salutare conoscenti e gente del paese, solo per questa occasione, nella colonia salesiana dove il papa ha trascorso gli ultimi sedici giorni. Tra la folla anche dodici bambini della scuola dell'infanzia di Introd, accompagnati dalle loro maestre in abito tradizionale. I bambini hanno rivolto al pontefice alcune parole di saluti in italiano, francese e patois, il dialetto valdostano. Poi gli hanno consegnato in dono una stella alpina ed un album con i disegni dei bambini.(ANSA).
Fonte: ANSA