“... Nel silenzio delle vette,
Egli si manifesta dall'alto ... ”
28 Luglio 2006
Fotografie partenza di Benedetto XVI
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26 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Les Combes
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24 Luglio 2006
Fotografie celebrazione Vespri Aosta
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19 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Romano Canavese
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13 Luglio 2006
Fotografie dell'arrivo di Benedetto XVI a Les Combes
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21/07/2005
Cappellino con visiera, bianco come la giacca a vento, la veste e i calzettoni da montagna, scarponcini da trekking, sorridente e lievemente abbronzato, il Papa siede sulla funivia che lo porta al Monte Bianco, con accanto il segretario Georg Gaenswein. Poco dopo, sulla terrazza naturale della vetta più alta d'Europa, a punta Helbronner, contempla il Dente del Gigante, rimane appena un pò appartato rispetto a un gruppo di turisti di tutte le età che lo guardano con curiosità, qualcuno gli scatta anche una foto.
E' il Monte Bianco la meta che Benedetto XVI ha scelto per oggi, lasciando il suo chalet tra i boschi di Les Combes intorno alle 9,30, per la prima volta al mattino da quando ha cominciato le vacanze in Valle d'Aosta.
Ha preso le tre tratte di funivia che portano in cima e durante la salita da una tratta all'altra, al pavillon del Mont Frety, ha sentito un gruppo della parrocchia di Entreves che, come ogni giovedì mattina, celebrava con il parroco Renzo Montruchio la messa in una grotta-santuario.
Ultimata la salita, ha fatto colazione e si è trattenuto a contemplare il panorama, in una giornata particolarmente limpida e assolata.
Tornato a valle, ha trovato un gruppo di persone che lo aspettavano per salutarlo, compresi i parrocchiani di Entreves, e ha voluto salutare tutti i presenti. "Abbiamo celebrato la messa lassù", gli ha detto don Renzo. "Ho visto - ha risposto il Papa - e vi ho anche sentito". Sulla strada del ritorno, poco prima delle 13, papa Ratzinger ha fatto fermare la macchina all'ultima curva prima del posto di blocco, dove si erano radunate un centinaio di persone, è sceso ed è andato incontro a quanti lo aspettavano dietro le transenne. Ha stretto molte mani e salutato molti ragazzi e bambini. "Siete tutti armati", ha detto scherzando di fronte a un gruppo di giornalisti attrezzati con taccuini, microfoni e telecamere, ma il suo segretario ha poggiato la mano su un microfono per evitare qualsiasi domanda.
Secondo i suoi collaboratori non sembra comunque che papa Ratzinger abbia avuto a che ridire per l'intervista improvvisata che aveva concesso ieri pomeriggio, in una situazione del tutto analoga.
Nella sosta alla curva il Papa appariva di ottimo umore e molto cordiale, tanto che ha persino firmato un autografo a una signora che gli porgeva un blocchetto: "Benedetto XVI", ha scritto con la sua calligrafia minuta. Ha vergato anche qualche parola su un libro portogli da una ragazza.
Nel pomeriggio invece, non è uscito per alcuna escursione e si è dedicato al lavoro tra i molti testi, appunti e dossier che ha portato da Roma. Non si sa quando sia stato informato delle esplosioni a Londra della tarda mattinata, ma nelle stesse ore l'Osservatore romano è uscito con in prima pagina le parole contro il terrorismo pronunciate ieri da Benedetto XVI.
Il portavoce ha confermato che in questo periodo il Papa sta scrivendo un libro, ma ha escluso che tratti della spiritualità di san Benedetto, come aveva ipotizzato l'arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone dopo la sua visita a Les Combes della settimana scorsa.
Gli osservatori notano che la gita sul Bianco fino a 3500 metri di altitudine indica che papa Ratzinger è in buone condizioni fisiche e che la sua pressione può sopportare una prova di questo tipo. Infine le due escursioni pubbliche, ieri e oggi dopo dieci giorni di non visibilità, stanno mostrando un Papa cordiale, molto disponibile ad incontrare tutti coloro che vogliono avvicinarlo, e a dialogare con loro. E il suo stile comincia a conquistare. Chi si sarebbe aspettato che colui che veniva dipinto come il "Panzerkardinal" rilasciasse autografi e prendesse amabilmente in giro i giornalisti?
FONTE ANSA