“... Nel silenzio delle vette,
Egli si manifesta dall'alto ... ”
28 Luglio 2006
Fotografie partenza di Benedetto XVI
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26 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Les Combes
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24 Luglio 2006
Fotografie celebrazione Vespri Aosta
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19 Luglio 2006
Fotografie Angelus a Romano Canavese
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13 Luglio 2006
Fotografie dell'arrivo di Benedetto XVI a Les Combes
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21/07/2005
Anche dopo gli attentati di Londra nel mondo non è in atto un scontro di civiltà "ma sono piccoli gruppi fanatizzati" ad agire. In questo contesto "é importante il dialogo triplice tra le tre religioni che hanno Abramo come padre". E se è vero che "il terrorismo è irrazionale" e quindi insensibile ai segni, tale dialogo può comunque "essere almeno un elemento, un grido di allarme, un invito a lasciare il terrorismo". Lo ha detto il Papa, rispondendo ad alcune domande sugli attentati del 7 luglio e sulle prospettive del suo viaggio a Colonia del prossimo agosto, durante il quale visiterà la Sinagoga di quella città e avrà un incontro con la comunità musulmana.
Benedetto XVI ha anche insistito sul fatto che serve pregare per fermare la violenza (é importante "pregare perché la volontà che esiste nel mondo, che è chiara e che contro tutta la violenza, prevalga e si rafforzi").
Papa Ratzinger ha riposto alle domande dei giornalisti di ritorno da una gita che questo pomeriggio, del tutto a sorpresa, aveva fatto, recandosi in una località della Val Grisanche, in prossimità di una grandiosa diga. Al ritorno, intorno alle 19,30, vedendo alcune decine di persone che lo aspettavano sul curvone all'ultimo posto di blocco prima del suo chalet ha fatto fermare il corteo di 4 macchine ed è sceso a salutare. Ha stretto la mano agli adulti e accarezzato i bambini. Con cortesia e attenzione ha risposto alle domande e ha poi proseguito il suo giro di saluti, trattenendosi una decina di minuti.
La preoccupazione per il terrorismo aveva accompagnato il Papa già all'inizio delle sue vacanze: ne aveva parlato all'Angelus del 10 luglio, il giorno prima di partire dal Vaticano, rivolgendosi direttamente agli attentatori per ricordare loro che "Dio ama la vita e non la morte". Il 14 luglio, a una settimana esatta dagli attentati nella capitale inglese, aveva dedicato l'Angelus quotidiano alla preghiera per le vittime e per le loro famiglie, nello stesso momento in cui tutta l'Unione Europea si fermava in segno di lutto e per dire no al terrore scatenato in nome della religione.
Oggi il Pontefice ha mostrato grande disponibilità ad incontrare le persone lungo la strada, in modo semplice e immediato. Già all'uscita, intorno alle 17,30, aveva fatto fermare la macchina per salutare una decina di persone, in maggioranza fotoreporter e giornalisti che lo aspettavano sul curvone. "Ma sono tutti giornalisti", aveva detto con un certo stupore scendendo da un Suv nero mentre il cameriere Angelo Gugel gli apriva la portiera. Da ieri infatti, visto che il Papa non lasciava mai lo chalet per le escursioni e quindi rimaneva invisibile, il gruppo di fedeli e turisti che lo aspettavano al curvone si era notevolmente assottigliato. Alla domanda su cosa pensasse delle sue vacanze in Valle d'Aosta il Papa aveva risposto: "E' una vacanza meravigliosa, qui è tutto bellissimo, è un paradiso".
Nelle due ore scarse in cui Benedetto XVI è stato fuori casa, si è sparsa la voce della sua uscita e molte persone si sono radunate ad aspettarne il ritorno. Così il gruppo che lo attendeva al ritorno a casa era notevolmente più nutrito di quello che lo ha visto uscire. Tra i presenti anche un gruppo di 53 ragazzi della parrocchia di San Rocco a Galatina, in provincia di Lecce, accompagnati dal parroco, Enzo Pisanello.
FONTE ANSA