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Introd: il paese amato dai Papi

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Mattia e il Papa, quell’incontro tra i monti

20/07/2005

La grafia minuta e regolare è la sua, riconoscibilissima. Occupa la pagina di destra dell’album, quattro righe di inchiostro nero. In alto la data, 17 luglio 2005. Subito sotto la firma, Benedetto XVI. E ancora sotto altre due righe: «Grazie al Signore per la bellezza del posto. Grazie a voi tutti per la fede e l’accoglienza generosa».

È così che Papa Ratzinger ha lasciato domenica scorsa il suo ricordo sul registro dei visitatori del piccolo museo che, a Les Combes, raccoglie i cimeli delle vacanze in montagna di Giovanni Paolo II. Una dedica che testimonia l’umore, ottimo, che accompagna il Pontefice in questi giorni di riposo in Valle d’Aosta, in massima parte dedicati alla scrittura e al lavoro. Anche ieri ha trascorso tutta la mattinata e parte del pomeriggio al lavoro nel suo chalet. Verso le 17 è uscito, per godersi le ultime ore della splendida giornata arrivata dopo le piogge insistenti di lunedì.

Destinazione, ancora una volta, uno degli alpeggi raggiungibili direttamente dal pianoro di Les Combes, senza incrociare la strada regionale dove, comunque, un piccolo gruppo di irriducibili si apposta ogni giorno ad attenderlo, certi che prima o poi, passerà. Benedetto XVI, che anche sotto l’acqua di lunedì era voluto uscire in passeggiata, è tornato a imboccare ieri la strada del Pileo, la stessa dove sabato scorso, nel pressi dell’alpeggio di Boregne, aveva incontrato il piccolo Mattia Clusaz, figlio di un agricoltore di Arvier.

L’incontro è stato immortalato dal portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls in due foto, diffuse ieri. Nella prima si vede Benedetto XVI, dalla cui tonaca bianca spuntano scarponcini da trekking, puntare un binocolo verso le montagne e, di fianco a lui, un bambino in canottiera azzurra, jeans e scarpe da ginnastica. Nella seconda si vedono lo stesso bambino e il Papa conversare, sempre rivolti verso le montagne. Mattia, s’è saputo, dopo aver detto al Pontefice il proprio nome e l’età, dieci anni, ha scoperto che Benedetto XVI non conosceva i nomi delle cime circostanti, e a quel punto ha iniziato a dirglieli a uno a uno, mentre il Papa seguiva le indicazioni col binocolo.

Quindi, quando il Papa s’è allontanato, ha coperto correndo i quattrocento metri che lo separavano dall’alpeggio per raccontare ai genitori la sua, davvero specialissima, avventura.


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