Maison Musée Jean-Paul II News

“... Nel silenzio delle vette,
Egli si manifesta dall'alto ... ”

News in evidenza

feed Rss

Luglio 2009

Angelus

28 Luglio 2006

Fotografie partenza di Benedetto XVI
Continua >

Angelus

26 Luglio 2006

Fotografie Angelus a Les Combes
Continua >

Luglio 2009

Angelus

24 Luglio 2006

Fotografie celebrazione Vespri Aosta
Continua >

Luglio 2009

Angelus

19 Luglio 2006

Fotografie Angelus a Romano Canavese
Continua >

Foto dell'arrivo

13 Luglio 2006

Fotografie dell'arrivo di Benedetto XVI a Les Combes
Continua >



Introd: il paese amato dai Papi

News

ISRAELE-LIBANO:PAPA,CESSARE FUOCO,CERCARE VIA NEGOZIATI. NELL'ANGELUS A INTROD APPELLO ANCHE PER EMERGENZA UMANITARIA

23/07/2006

(dell'inviato Fausto Gasparroni) (ANSA) - LES COMBES DI INTROD (AOSTA), 23 LUG - Un nuovo, forte appello per il cessate il fuoco tra Israele e Libano e per l'avvio dei negoziati, facendo fronte urgentemente anche all'emergenza umanitaria. E' quello che ha lanciato oggi Benedetto XVI dai boschi di Les Combes - dove il Papa trascorre la sua vacanza valdostana - nella speciale Giornata di preghiera e penitenza da lui stesso proclamata "per implorare da Dio il dono della pace" in Medio Oriente: un viatico, quello del Papa, affidato anche ai partecipanti alla conferenza internazionale che si apre mercoledì a Roma per cercare una soluzione alla crisi e fermare il conflitto.

"Rinnovo con forza l'appello alle parti in conflitto, perché cessino subito il fuoco e permettano l'invio di aiuti umanitari, e perché, con il sostegno della comunità internazionale, si cerchino vie per l'inizio di negoziati", ha detto il Pontefice parlando ai circa cinquemila fedeli riuniti per l'Angelus sulla spianata di Les Combes, dopo la messa presieduta dal vescovo di Aosta monsignor Giuseppe Anfossi. "Colgo l'occasione - ha aggiunto - per riaffermare il diritto dei libanesi all'integrità e sovranità del loro paese, il diritto degli israeliani a vivere in pace nel loro Stato e il diritto dei palestinesi ad avere una patria libera e sovrana".

Il Papa si è detto "particolarmente vicino alle inermi popolazioni civili, ingiustamente colpite in un conflitto di cui sono solo vittime: sia a quelle della Galilea - ha spiegato - costrette a vivere nei rifugi, sia alla grande moltitudine di libanesi che, ancora una volta, vedono distrutto il loro paese e hanno dovuto abbandonare tutto e cercare scampo altrove".

Benedetto XVI ha elevato a Dio "una accorata preghiera, affinché l'aspirazione alla pace della stragrande maggioranza delle popolazioni possa essere quanto prima realizzata, grazie all'impegno concorde dei responsabili". Il Papa ha poi voluto rinnovare il suo appello "a tutte le organizzazioni caritative, perché facciano giungere alle popolazioni" libanesi "l'espressione concreta della comune solidarietà ".

Il Pontefice, infine, ha affidato "l'intera umanità alla potenza dell'amore divino", invitando tutti a pregare "perché le amate popolazioni del Medio Oriente siano capaci di abbandonare la via dello scontro armato e di costruire, con l'audacia del dialogo, una pace giusta e duratura".

La Giornata di preghiera del Papa è continuata nel pomeriggio nella piccola, settecentesca, chiesa parrocchiale di Rhemes-Saint-Georges, a pochi chilometri da Introd, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove si è riunito con i fedeli per invocare nuovamente la fine del conflitto tra israeliani e libanesi: "liberaci da tutti i mali - ha detto - e donaci la pace, Signore, non domani o dopodomani, donaci la pace oggi". Il Papa ha voluto esaltare la prospettiva cristiana come vero strumento per "mettere fine alla violenza e vincere il male". "Oggi nel mondo multiculturale e multireligioso - ha sottolineato in un discorso pronunciato interamente a braccio - c'é la tentazione di non parlare della specificità del cristianesimo, ma questo è sbagliato. Proprio in questo momento in cui c'é un grande abuso del nome di Dio - ha aggiunto - occorre affermare che la croce vince con l'amore, affermare il volto di Dio che vince e porta luce e riconciliazione nel mondo".

Ricordando che oggi "c'é ancora guerra tra cristiani, musulmani ed ebrei", che "il mondo è ancora pieno di inimicizia e violenza", il Papa ha sottolineato che "alla violenza bisogna rispondere con l'amore che arriva fino alla morte, come quello di Cristo". "Questo è il modo umile di vincere di Dio - ha continuato -, non con un impero più forte, ma con l'amore che giunge fino alla fine. Questo è il vero modo di mettere fine alla violenza e di vincere il male".

FONTE: ANSA

riga di divisione

| Maison Musée Jean-Paul II | Comune di Introd | 3 Bite Web |